🏰 Castelli e palazzi

Torre Scola

📍 Portovenere, Liguria · 54/100

Sopra la porta d'ingresso stava una lapide di marmo: l'opera era compiuta nell'anno della Salvezza 1606, per una spesa stimata in 56.000 lire genovesi. La torre Scola, intitolata a san Giovanni Battista, sorge su uno scoglio isolato appena oltre punta Scola, all'estremità nordorientale della Palmaria, e apparteneva al sistema di torri costiere che il Senato della Repubblica di Genova fece costruire fra Cinquecento e Seicento per proteggere il litorale, i borghi e i villaggi. Il 23 gennaio 1800, durante la guerra della seconda coalizione, la torre si trovò in mezzo allo scontro navale fra la flotta inglese e quella francese: le cannonate britanniche sventrarono la cortina muraria di un lato e nella prima metà dell'Ottocento l'abbandono fu deciso definitivamente.

Cosa vedere

La pianta è pentagonale e poggia direttamente sulla roccia; i muri hanno uno spessore medio di quattro metri e il paramento interno è irrobustito da alti contrafforti. Il presidio contava otto persone, sei soldati, un capitano e un mastro bombardero, e dieci cannoni capaci di coprire a fuoco il braccio di mare fra la baia della Palmaria, la baia dell'Olivo di Portovenere e il seno di Lerici. Insieme ai più tardi forti Cavour e Umberto I e alla Batteria del Semaforo, la torre chiudeva le difese dell'isola.

Una relazione del 1773 restituisce l'aspetto di allora: dallo scoglio si saliva per una ripida scalinata, tuttora al suo posto, fino a un portale ornato con le insegne genovesi che è andato distrutto, e ai cinque angoli del camminamento sporgevano altrettante torrette di vedetta. Lo stesso documento registra due lapidi marmoree, quella del 1606 e una seconda del 1608 murata all'interno, con i nomi di chi seguì i lavori per conto del governatore genovese, Geronimo Asereto e Giulio Rapallo. Nel 1915 la Regia Marina aveva programmato la demolizione dell'edificio: la fermò l'esposto di Ubaldo Mazzini, ispettore ai monumenti, al Ministero della pubblica istruzione, e la torre fu convertita in faro di segnalazione. Le mura perimetrali sono state restaurate e consolidate fra il 1976 e il 1980.

La visita

Dentro non si entra: lo scoglio non ha approdo e l'edificio resta un rudere consolidato. La torre si guarda dall'acqua, nel canale che separa Portovenere dalla Palmaria, e i battelli che partono dalla calata di Portovenere per le isole le passano accanto. Da terra si vede bene dalla punta di Portovenere, sotto la chiesa di San Pietro, e dai sentieri della Palmaria che scendono verso punta Scola.

Il consiglio della redazione

Consigliamo il tardo pomeriggio, quando la luce arriva da ponente e stacca il pentagono di pietra dal fondale scuro dell'isola. Chi prende il battello si sistemi sul lato rivolto alla terraferma, perché il passaggio dura poco. E vale la pena cercare con gli occhi la scalinata scavata nello scoglio: è l'unico pezzo dell'accesso seicentesco arrivato fino a noi.

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