Il coro intagliato e intarsiato che chiude la navata è opera di frate Paolo da Recco, che ci lavorò fra il 1496 e il 1501: legno di uno dei momenti migliori dell'intaglio ligure, in una chiesa che da fuori non promette nulla di simile. Il santuario sta alle Grazie, la frazione di Portovenere affacciata sull'omonimo seno, e lo si raggiunge risalendo una scalinata fra gli ulivi. La chiesa primitiva la fondarono intorno all'XI secolo alcuni monaci venuti dalla vicina isola del Tino; il culto della Madonna delle Grazie arrivò più tardi, nel Quattrocento.
Cosa vedere
L'impianto è tardogotico, a navata unica con volte a crociera, e le pareti raccolgono una piccola galleria di pittura ligure e toscana. Sull'immagine della Vergine dipinta su tavola, molto vicina a un'opera che Andrea da Asti firmò nel 1424 per Santa Maria della Castagna a Genova Quarto, si regge la devozione del posto. Al primo altare di destra c'è una santa Margherita da Cortona di scuola toscana, attribuita al prete pittore pistoiese Camillo del Gallo e dipinta nel 1566 per una chiesa di Montecatini Alto.
Sul lato sinistro il terzo altare ospita il Miracolo di san Venerio di Giovanni Battista Casoni, il successivo una Madonna col Bambino e santi che si è pensata di Domenico Fiasella; il San Francesco che implora il perdono di Assisi è di Domenico Piola. L'organo, del 1865, uscì dalla bottega pistoiese degli Agati. Nelle sale del refettorio è riemerso un ciclo di affreschi con una Crocifissione, attribuito a Nicolò Corso e collocato fra il 1446 e il 1503.
La visita
Le Grazie si raggiungono dalla strada provinciale 530 fra la Spezia e Portovenere; il santuario è in via Libertà, sopra il porticciolo, e l'ultimo tratto è la scalinata fra gli ulivi. È chiesa parrocchiale in servizio, quindi gli orari seguono le funzioni: la mattina e il tardo pomeriggio sono i momenti più sicuri. Del convento accanto non si visita nulla: dal 1798, quando il Direttorio della Repubblica Ligure soppresse gli ordini religiosi e il generale Miollis fece espellere gli Olivetani, l'edificio restò abbandonato ed è oggi abitazione privata, che però conserva integri il chiostro e il refettorio.
Il consiglio della redazione
Se potete, venite l'8 settembre, per la festa della Natività di Maria: è il giorno in cui il paese si stringe intorno alla sua Madonna e la scalinata si riempie. Negli altri giorni consigliamo di salire con calma, fermandosi a metà gradinata a guardare il seno delle Grazie dall'alto, e di lasciare il coro per ultimo: con la luce che scende dalla navata, l'intaglio di frate Paolo si legge molto meglio.
