⛪ Chiese e santuari

chiesa di San Pietro

📍 Portovenere, Liguria · 48/100

Il pavimento della sala a destra dell'ingresso è la cosa più antica di Portovenere: un opus sectile che disegna cerchi, fasce e stelle con lastre sottili di marmi diversi, alcuni arrivati da molto lontano. Siamo nella basilichetta paleocristiana del V secolo, costruita sui resti di un tempio romano probabilmente dedicato a Venere Ericina, sullo sperone che cade a picco sul mare aperto. Il 19 luglio 1118 papa Gelasio II la dedicò a san Pietro e vi lasciò una reliquia dell'apostolo; Eugenio Montale l'avrebbe chiamata il «cristiano tempio».

Cosa vedere

L'edificio che si visita oggi sono due chiese cucite insieme. La prima, paleocristiana, è di impianto siriaco: pianta rettangolare, abside semicircolare, paramento esterno in pietra scura senza ornamenti. Gli scavi nel pavimento dell'abside hanno individuato il probabile basamento di una statua, forse un resto del tempio pagano; oggi lì sta una copia del san Pietro bronzeo della basilica Vaticana. La seconda è la chiesa gotica che i genovesi costruirono nel Duecento, probabilmente fra il 1256 e il 1270, sull'area del chiostro dell'abbazia benedettina che sorgeva accanto: due aperture ad arco mettono in comunicazione i due ambienti.

Della parte genovese colpiscono le fasce orizzontali bianche e nere, dentro e in facciata, e le tre navate con volte a crociera ogivale su pilastri polistili; il campanile poggia sulla navata sinistra e si alleggerisce verso l'alto con ordini sovrapposti di bifore. Dell'abbazia resta poco, ma resta la loggia romanica affacciata sul mare e sulle Cinque Terre, quattro aperture su colonne con pezzi di età romana, con ogni probabilità materiale di spoglio del tempio di Venere. La porta attuale, la Porta del cielo in argento e marmo, è del 1992 ed è opera di Lello Scorzelli.

La visita

La chiesa sta in fondo a calata Doria, all'estremità del paese: dal centro si arriva a piedi in pochi minuti, l'ultimo tratto in salita e su gradini. L'ingresso è libero. Vale la pena sapere che quello che si vede è il risultato di due secoli di rovina e di un restauro: il 1494 portò un incendio e poi le cannonate della flotta di Carlo VIII e delle artiglierie aragonesi; il clero secolare la officiò fino al 1798, poi nelle guerre napoleoniche le truppe vi bivaccarono, rubarono i quadri, fusero le campane e bruciarono le travi del tetto. Gli scavi e il restauro fra il 1929 e il 1934 rimisero in piedi gli ambienti paleocristiano e medievale; la riconsacrazione è dell'ottobre 1934.

Il consiglio della redazione

Entrate, ma poi uscite subito sulla loggia: è lì che si capisce perché la chiesa sia stata messa proprio in quel punto. Noi ci andiamo con mare mosso, quando l'onda batte sotto lo sperone e il rumore entra dalle arcate. E guardate il pavimento a intarsio prima di guardare fuori: dopo, con le Cinque Terre davanti, non ci pensa più nessuno.

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