🏰 Castelli e palazzi

villa romana del Varignano

📍 Portovenere, Liguria · 53/100

Il frantoio più antico della Liguria sta in fondo a un'insenatura riparata, al Varignano Vecchio, nella frazione delle Grazie: due torchi, le vasche di decantazione e una cella olearia a cielo aperto che doveva contenere almeno cinquanta giare, disposti secondo i precetti del De agricultura di Catone. La villa romana che li ospitava prese la forma che vediamo in età sillana, fra il 90 e l'80 a.C., sopra una costruzione più antica di fine II secolo a.C. di cui sono stati riconosciuti sette ambienti con decorazioni parietali e pavimenti di pregio. Gli scavi che hanno riportato tutto alla luce sono durati dal 1967 al 1986, e c'è chi propone di riconoscere qui la villa perfetta nell'insenatura ben riparata di cui parla Varrone.

Cosa vedere

Il complesso è diviso in due parti: il quartiere padronale, la pars urbana di 1320 metri quadrati, e la zona produttiva, la pars fructuaria di 1760, separate da una corte di 4800 metri quadrati che serviva alle lavorazioni del torcularium. Gli appartamenti del dominus si sviluppavano in orizzontale, con un porticato aperto sul mare, atri pavimentati a mosaico e stanze per il soggiorno e per la notte. Attorno stava un fondo di circa 30.000 metri quadrati coltivato a oliveto, forse con tratti di bosco e di pascolo, e la villa aveva una darsena privata: da lì si raggiungevano per mare le altre proprietà del golfo e il porto di Luna, la vicina Luni.

Quando nel I secolo d.C. la produzione dell'olio si ferma, l'area del fattore, il vilicus, viene ricostruita e dotata di un balneum privato con ambienti riscaldati e vasche calde e fredde. Per alimentarlo fu scavata una cisterna a due navate, intonacata con malta idraulica e coperta a volta: un esemplare quasi senza confronti fra gli edifici romani dell'Italia settentrionale. La residenza resta frequentata fino agli inizi del VI secolo; dalla fine del X i monaci rimettono a coltura quelle terre e usano i ruderi come muri di terrazzamento, fra Seicento e Settecento nascono i tre casali agricoli, e la grande cisterna, mai sepolta del tutto, diventa deposito di attrezzi e ricovero per gli animali.

La visita

L'area archeologica si trova alle Grazie, sulla sponda occidentale del golfo della Spezia, e comprende il museo che raccoglie i materiali degli scavi. È un sito statale: giorni e orari di apertura sono limitati e vanno verificati prima di mettersi in strada. Ci si arriva in auto o con gli autobus di linea fra la Spezia e Portovenere, scendendo verso l'abitato delle Grazie; il santuario delle Grazie è a pochi minuti a piedi.

Il consiglio della redazione

Consigliamo di cominciare dalla corte del torcularium e non dalla casa padronale: è lì che si capisce il resto, con i torchi e le vasche in fila verso la cella olearia. Poi guardate la cisterna a due navate dal basso, per le volte, e uscite verso il seno del Varignano, l'insenatura in fondo alla quale stava la darsena: il paesaggio che convinse un proprietario romano a costruire qui si legge ancora.

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