Il borgo di Varese Ligure è un'ellisse, e il castello ne è la chiusura settentrionale. I conti Fieschi lo costruirono nel medioevo per completare un'operazione urbanistica pensata a tavolino: case di pietra tutte uguali disposte lungo il perimetro, portici al piano terra per le attività lavorative, vicoli stretti a collegare l'anello con la strada mediana. Il risultato, che qui chiamano «Borgo Rotondo», è insieme un paese e una cortina difensiva. Le ragioni erano due, molto concrete: controllare la via di comunicazione e di scambio fra la costa di levante e l'Appennino ligure-emiliano, e reggere le guerre che attraversavano l'alta val di Vara.
Cosa vedere
Le due torri raccontano due epoche diverse. La più alta è la torre del Piccinino, del 1435: prende il nome dal capitano di ventura Niccolò Piccinino, al servizio del duca di Milano Filippo Maria Visconti, che ebbe la meglio sui Fieschi dopo che due tentativi di assedio, nel Quattrocento, erano falliti. Era una torre d'offesa, munita in origine di ponte levatoio e considerata fra le più avanzate del tempo per gli armamenti bellici; a costruirla arrivarono maestranze dalla Lunigiana, le stesse che avevano già lavorato alla torre del castello del Piagnaro, a Pontremoli.
La seconda torre è più bassa, cilindrica, con la base a scarpa, ed è opera dei Landi fra il 1472 e il 1478. I finestroni che si vedono oggi non sono medievali: arrivarono quando l'edificio cambiò mestiere. Nel 1547, dopo il fallimento della congiura di Gianluigi Fieschi contro Andrea Doria, il feudo passò alla Repubblica di Genova; istituita la podesteria, l'antica residenza fliscana divenne sede del podestà e carcere, e la struttura fu adattata di conseguenza, con un probabile abbassamento del torrione.
La visita
Il castello si trova in piazza Castello, dentro il Borgo Rotondo, ed è oggi di proprietà comunale. Restaurato nel secondo Novecento a cura della Soprintendenza ai Monumenti della Liguria, ospita mostre, convegni e manifestazioni: le aperture seguono il calendario degli eventi più che un orario fisso, quindi conviene chiedere in Comune prima di salire in val di Vara. L'esterno, in ogni caso, si gira sempre, e vale metà della visita.
Il consiglio della redazione
Consigliamo di percorrere tutto il giro dei portici prima di guardare il castello: bastano cinque minuti per capire che il borgo e la fortificazione sono la stessa opera, progettata insieme. Poi torniamo alle due torri e guardiamo le basi: quella cilindrica si allarga verso il basso, a scarpa, perché doveva incassare le artiglierie; l'altra, più antica di una quarantina d'anni, ragionava ancora in termini di ponte levatoio e di tiro dall'alto.
