🏺 Siti archeologici

Alba Docilia

📍 Albisola Superiore, Liguria · 48/100

Su una carta stradale dell'Impero romano, la Tabula Peutingeriana del IV secolo, Albisola compare con il nome di Alba Docilia. Docilia rimanda ai Liguri Docilii, la tribù che occupava la fascia fra la costa albisolese e Sassello; Alba indica un abitato, forse in origine un'altura, ed è la stessa radice che ritorna in Alba Pompeia, in Albium Ingaunum (Albenga) e in Albium Intemelium (Ventimiglia). Il nome è rimasto in paese: lo porta ancora la società locale di atletica leggera.

Cosa vedere

I resti stanno in piazza Giulio II, davanti all'uscita della stazione ferroviaria di Albisola Superiore, e sono quelli di un grande complesso romano scavato in tre riprese. Il primo a metterlo in luce fu il sacerdote G. B. Schiappapietra, nell'Ottocento, negli orti e nei frutteti attorno alla chiesetta di San Pietro: furono i suoi scavi a far coincidere quel campo con l'Alba Docilia degli itinerari antichi. Gli scavi degli anni Cinquanta, aperti mentre si costruiva la stazione, e quelli degli anni Settanta hanno restituito il perimetro completo.

Si distinguono due parti. Il quartiere abitativo ha diversi ambienti e un ampio settore termale disposto attorno a due peristili; la zona produttiva si organizza invece intorno a una grande corte, e alcuni vani oggi coperti dalla stazione servivano alla lavorazione del vino. Il complesso ebbe il suo momento migliore fra il I e il III secolo; sopra le sue rovine si insediò poi la chiesetta di San Pietro. Nel 2008, poco distante, sono venute alla luce tre tombe dell'età del Ferro. La monumentalità dell'insieme ha spinto gli archeologi a chiedersi se non fosse, più che una villa rustica, una mansio: una stazione di posta lungo la via Julia Augusta.

La visita

L'area è all'aperto, delimitata e visibile dalla piazza, ed è gestita dal Ministero della cultura, che ne cura anche il sito ufficiale: prima di partire conviene controllare lì giorni e orari di apertura. Si arriva a piedi in un minuto dalla stazione; il percorso fra le murature è breve e piano, adatto anche a una fermata fra due treni.

Il consiglio della redazione

Venite in treno, ed è tutto più chiaro: la ferrovia passa letteralmente sopra una parte della villa, e i vani del vino restano sotto i binari. È l'immagine più onesta di questo posto, un sito romano che l'Ottocento e il Novecento hanno riscoperto e insieme tagliato in due; da lì si capisce anche perché la strada per Genova e Roma passasse esattamente di qui.

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