🏛️ Piazze e centri storici

ponte romanico

📍 Andora, Liguria · 43/100

Lo chiamano ponte romano, ma romano non è: fu costruito in età medievale, sopra una struttura più antica che gli ha lasciato il nome. Dieci arcate, tre delle quali a schiena d'asino, scavalcano il torrente Merula; il ponte seguiva il tracciato della vecchia strada romana e metteva in comunicazione diretta la borgata di Colla Micheri con il castello di Andora. È l'opera che spiega Andora meglio di qualunque panorama, perché racconta come ci si muoveva qui prima che la costa diventasse la parte importante del paese.

Cosa vedere

La cosa da guardare è il profilo. Le tre campate a schiena d'asino spezzano la linea con un andamento a gobbe, mentre le altre arcate la distendono sul greto. Un ponte così lungo su un torrente così corto dice quanto il Merula potesse gonfiarsi: nella storia di Andora l'impaludamento del corso d'acqua, insieme alle epidemie di malaria e di peste, fu una delle ragioni dello spopolamento del borgo antico dopo il Quattrocento, a vantaggio della vicina Laigueglia.

Sulla riva destra, vicino al ponte, sta la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, del XV secolo, con la sua canonica. All'altro capo del percorso, in alto, ci sono i resti del castello dei marchesi di Clavesana e la porta-torre eretta fra il 1220 e il 1240, ancora integra; poco sotto il castello, la fontana medievale costruita per dare ristoro ai pellegrini lungo la via Julia Augusta. Il ponte è l'anello che tiene insieme tutte queste cose.

La visita

Andora è sulla via Aurelia, ha un'uscita sull'autostrada A10 e una stazione sulla linea Genova-Ventimiglia: al ponte si arriva a piedi dal fondovalle del Merula, senza orari né biglietti. Da qui parte la salita verso la borgata di Castello, dove stanno la chiesa dei Santi Giacomo e Filippo, costruita in pietra di Capo Mele, e una vista che arriva fino alle Alpi Liguri. Meglio scarpe chiuse: il fondo è irregolare e d'estate il greto è secco e sassoso.

Il consiglio della redazione

Il nostro consiglio è di non fermarsi al ponte, ma di usarlo come lo si usava: attraversatelo e proseguite verso Colla Micheri, a 162 metri di quota, sul tracciato della via Julia Augusta, rimasta in uso fino ai primi decenni dell'Ottocento. È un borgo di case contadine fra gli ulivi, dove l'etnologo norvegese Thor Heyerdahl visse a lungo e morì nel 2002. Un'ora di cammino e il ponte si spiega da solo.

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