Il Torrione della Coscia, che ad Alassio chiamano anche Torrione Saraceno, è un cilindro di muratura piantato all'estremità di levante dell'abitato, nel quartiere di Borgo Coscia. Lo tirò su nel Cinquecento la Repubblica di Genova, dentro la rete di torri costiere che doveva dare ai paesi di mare il tempo di accorgersi di una vela sbagliata all'orizzonte: in quel secolo la pirateria turca e barbaresca era una voce fissa della vita quotidiana. Tra il 1521 e il 1557 Alassio si chiuse dietro una cinta che finì per girare intorno all'intera città, con bastioni e torrioni piazzati dove le difese erano più fragili; il Borgo Coscia, a levante, restò fuori dalle mura principali e fu affidato a due sole torri.
Cosa vedere
La pianta è circolare e la muratura è piena: una scelta che i costruttori liguri ripeterono lungo tutto il Ponente per due ragioni molto pratiche, reggere i colpi e vedere lontano. Da questo lato di levante si controllava il tratto di mare da cui arrivavano gli attacchi, e si dava l'allarme in tempo perché il borgo si chiudesse. Oggi il torrione è inglobato nel fronte della passeggiata a mare, e il contrasto è la cosa che colpisce di più: pietra militare del Cinquecento in mezzo a facciate da villeggiatura, con gli ombrelloni a pochi metri.
Dalla metà del Novecento è proprietà privata e non si entra. Resta comunque il pezzo più leggibile del sistema difensivo alassino, di cui quasi tutto il resto è sparito: il fossato orientale, il «fossao de li roxotti», è diventato il rio Cardellino, e il Bastione di Piazza fu demolito per fare posto proprio alla passeggiata. La Repubblica di Genova prese formalmente il controllo di Alassio il 23 e 24 gennaio del 1540, istituendo la podestaria; le mura vennero finite soltanto nel 1557.
La visita
Ci si arriva solo a piedi, ed è il modo giusto. Il centro è attraversato dal Budello, il carrugio lastricato e pedonale che corre parallelo alla spiaggia: lo si prende e lo si segue verso levante finché non si sbuca sul lungomare, all'altezza del Borgo Coscia. Non ci sono orari, biglietti né visite guidate, perché l'edificio è abitato: la torre si guarda da fuori e le si gira intorno in due minuti. Di prima mattina il lungomare è ancora vuoto e la muratura si fotografa senza sedie e ombrelloni davanti; d'estate, passate le dieci, la zona è tutt'altra cosa.
Il consiglio della redazione
Noi ci torniamo nell'ultima ora di luce, e dopo aver guardato la torre voltiamo le spalle al mare. Alle spalle della città si alza il monte Bignone, 523 metri di roccia e sentieri: è l'ultimo punto che il sole illumina quando cala su Alassio. Con un caffè in mano si vede la linea d'ombra salire lungo il versante finché non resta accesa che la cima. Poi si rientra nel Budello, che a quell'ora comincia a riempirsi.
