Questo oratorio è stato tagliato in due. Dopo la seconda guerra mondiale l'interno fu smantellato e venne tirato su un muro che separa il presbiterio dal resto: da una parte è rimasta una piccola cappella, dall'altra la sala è diventata uno spazio per attività ricreative. Un solo edificio, due mestieri, e nessuno dei due è più quello per cui era stato costruito.
Cosa vedere
La costruzione è di metà Settecento, forse su un oratorio più antico, ed è sede della confraternita di San Sebastiano. L'impianto originale era a navata unica con presbiterio quadrato e volta a botte; i semipilastri interni hanno capitelli di stucco con foglie d'acanto.
Fuori si vede ancora l'impaginazione settecentesca: le finestre e il rosone hanno infissi quadrati inseriti dentro aperture trilobate, cioè la forma vecchia contiene quella nuova. Sulla facciata, fra il rosone e il portone, c'era una pittura che il tempo ha quasi cancellato.
La visita
L'oratorio è accanto alla parrocchiale, nel centro di Rialto, nell'entroterra di Finale Ligure; l'accesso dipende dalle attività della confraternita e della comunità. Un quarto d'ora.
Il consiglio della redazione
Guardatelo prima da fuori e poi da dentro, e notate che non coincidono. Dall'esterno è ancora una chiesa intera, con la sua facciata e il suo rosone; dentro sono due stanze separate da un muro. È la condizione più diffusa degli edifici religiosi italiani di oggi, e quasi nessuno la racconta: il guscio dice una cosa, l'uso ne dice un'altra.
