Il paese si chiamava soltanto Tovo fino al 1862, quando il consiglio comunale deliberò di aggiungere al toponimo il nome del santo titolare della parrocchiale; il decreto reale arrivò l'anno successivo, nel 1863, e da allora sulle carte si legge Tovo San Giacomo. La chiesa di San Giacomo il Maggiore sta nel capoluogo, in piazza Zunino, che fino a pochi decenni fa portava il nome di piazza Umberto I, appoggiata al fianco del palazzo comunale: parrocchia e municipio condividono lo stesso slargo.
Cosa vedere
All'interno si conservano statue di manifattura genovese, quel tipo di scultura da altare e da processione che le botteghe di Genova fornivano alle parrocchie di tutta la riviera di ponente. Sono opere fatte per essere portate, viste da vicino e toccate dalla devozione, non per stare dietro un vetro.
Le decorazioni dipinte sono di Gerolamo Graffigna, pittore genovese vissuto fra il 1861 e il 1932, attivo in molte chiese della regione fra fine Ottocento e primo Novecento. È pittura tarda, di mestiere, pensata per essere letta da terra a naso in su: vale i cinque minuti che servono per girare la navata con calma.
La visita
Tovo San Giacomo si trova in val Maremola, sulla sponda sinistra del torrente, a 321 metri di quota, sulle pendici meridionali del colle dei Folchi. Si sale dalla provinciale 4, che parte da Pietra Ligure e prosegue verso Magliolo; senza auto, la linea 86 della TPL fa lo stesso percorso e ferma in centro. Il mare è a tre chilometri, e questo spiega perché in tanti attraversino il paese senza fermarsi. La piazza è piccola, la chiesa apre soprattutto negli orari delle funzioni; fuori da quelli conviene chiedere in comune, che è la porta accanto.
Il consiglio della redazione
Dopo la parrocchiale imboccate via Roma e cercate la chiesa di San Martino di Tours: è una cappella privata, affrescata per intero, e sul muro esterno i proprietari si fecero ritrarre. Poi salite al Poggio, la borgata più alta del capoluogo, dove il carugio pedonale finisce davanti alla cappella della Madonna.
