🖼️ Musei

Museo dell'orologio da torre Giovanni Battista Bergallo

📍 Tovo San Giacomo, Liguria · 50/100

Per centoventi anni, dal 1860 al 1980, in una casa-officina di Bardino Nuovo una sola famiglia costruì a mano orologi da torre. I Bergallo li spedivano ai campanili e alle torri civiche di mezza Italia e anche all'estero, e parecchi battono ancora le ore. L'ultimo maestro, Giovanni Battista Bergallo, morì nel 1996 a novantadue anni, senza eredi che continuassero il mestiere; anni prima aveva chiesto pubblicamente che attrezzi, macchine e carte non finissero dispersi. Il museo nacque da quella richiesta: istituito nell'anno stesso della sua morte, aprì il 7 aprile 1997, primo del genere in Italia.

Cosa vedere

Sono esposti cinquanta orologi da torre usciti dall'officina Bergallo, in undici sale su due piani dell'ex palazzo comunale, per oltre 260 metri quadri. Accanto alle macchine intere ci sono i pezzi sciolti, che raccontano il mestiere meglio di qualunque didascalia: ruote, pignoni, perni, fiancate, lancette, carrucole, i numeri dei quadranti e i pesi, alcuni dei quali seicenteschi, arrivati in dono da privati, appassionati e parrocchie.

La parte meno vistosa è forse la più istruttiva: appunti di lavoro, conti, preventivi, cioè la contabilità di una bottega artigiana lunga un secolo, con i prezzi e i committenti in chiaro. Al piano terra una sala presenta una porzione dell'originale luogo di produzione. Dal 2013 il percorso comprende anche venticinque quadri sul tema del tempo, dipinti da Luciano Laschi e donati dall'autore al Comune.

La visita

Il museo sta in piazza Canonico Folco, a Bardino Nuovo, accanto alla chiesa parrocchiale di San Sebastiano, sulla strada che da Pietra Ligure sale verso Magliolo. L'ex palazzo comunale fu ampliato a partire dal 2002 e riallestito fino al 2011: l'impianto che si visita oggi è quello. Nella piazzetta davanti c'è l'officina dove si riparano e si conservano gli orologi e i meccanismi donati al Comune. Poco più su, in via San Sebastiano, si riconosce ancora la casa-officina dei Bergallo, da cui uscì tutta la produzione. Il museo aderisce a Museimpresa, l'associazione italiana dei musei d'impresa; per gli orari conviene controllare il sito prima di partire.

Il consiglio della redazione

Chiedete dell'orologio partito per la Patagonia: nel 2017, per il ventennale, il Comune ha fatto girare ad Alessandro Beltrame un documentario sulla vendita di una macchina Bergallo alla missione salesiana di Puerto Santa Cruz, in Argentina. È la storia che dà meglio la misura di quanto lontano arrivasse una bottega di poche persone. E se venite con qualcuno che ama l'opera, ricordate che Renata Scotto fu sfollata bambina a Tovo San Giacomo durante la guerra e raccontò di aver deciso proprio lì che avrebbe cantato: in quell'estate le è stata consegnata, nel museo, la cittadinanza onoraria.

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