🏰 Castelli e palazzi

Palazzo Beato Jacopo

📍 Varazze, Liguria · 43/100

Sulla facciata rivolta verso l'interno del borgo c'è una statua, e non raffigura un santo qualunque: è Jacopo da Varagine, il cronista nato a Varazze intorno al 1230 e morto arcivescovo di Genova nel 1298, autore della Legenda Aurea, la raccolta di vite di santi che fu uno dei libri più copiati del Medioevo europeo. Il palazzo che porta il suo nome sta nel centro storico varazzino ed è stato a lungo la sede della civica amministrazione.

Cosa vedere

La statua è il motivo per cui conviene entrare nei vicoli invece di fermarsi al lungomare: guarda il borgo, non il mare, e ricorda che il paese e il suo cittadino più illustre hanno portato lo stesso nome. Varagine era infatti il toponimo medievale di Varazze e significava «luogo dove vengono varate le navi»: nella firma del cronista quel nome ha viaggiato per tutta l'Europa dei manoscritti.

Il secondo dettaglio sta dalla parte opposta. Sul lato della passeggiata il palazzo si appoggia a una torretta e lì, dipinto a fresco, compare lo stemma cittadino, le stesse armi concesse a Varazze con regio decreto nel 1864, l'anno in cui il paese ricevette il titolo di città. Vale la pena di girare l'edificio per intero, perché le due facce guardano due Varazze diverse: i carruggi da un lato, la passeggiata e la spiaggia dall'altro.

La visita

Il palazzo si trova nel nucleo storico, sul dosso collinare che separa il litorale dalla valle del torrente Teiro e che conserva l'impianto dell'XI secolo. Il borgo era chiuso da mura e da cinque porte: della cinta restano tracce, e la Porta occidentale è ancora il varco naturale per entrare a piedi. Non ci sono biglietti né orari, si osserva da fuori, e in cinque minuti si passa dal fronte interno alla torretta affacciata sulla passeggiata.

Il consiglio della redazione

Noi lo guardiamo due volte nello stesso giro: prima dal vicolo, con la statua del beato quasi sopra la testa, poi dalla passeggiata, quando la luce del pomeriggio prende in pieno lo stemma della torretta. Fra le due soste conviene infilare la collegiata di Sant'Ambrogio, a pochi metri, che conserva il polittico di Giovanni Barbagelata e una tavola di Luca Cambiaso: mezz'ora in più e il centro storico si chiude tutto.

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