I primi abitanti scesero probabilmente dalla Valsassina, chi dice pastori in cerca di pascoli, chi profughi in cerca di una valle chiusa. Nel 1237, dopo la sconfitta di Cortenuova, i milanesi in fuga furono accolti da Pagano della Torre, che in cambio ebbe la signoria della valle: da lì Taleggio si schierò coi Torriani, guelfa, e Vedeseta con l'arcivescovo, ghibellina. Nel Quattrocento la divisione diventò un confine di Stato, perché Venezia prese Bergamo mentre Vedeseta restava al Ducato di Milano, e le pietre di confine, i termenü, sono ancora al loro posto: oggi segnano il limite fra i due comuni.
Solo Napoleone, nel 1797, mise i due paesi sotto la stessa bandiera. Il legame con Milano però è durato ancora due secoli: Vedeseta è stata parrocchia della diocesi ambrosiana fino al 1995, quando il cardinale Martini e il vescovo Amadei ne firmarono il passaggio a Bergamo. Intanto il paese si svuotava, dai 766 abitanti del 1921 a poco più di duecento, e restava in piedi con quello che sa fare: latte di bruna alpina, Taleggio a latte crudo e Strachitunt, due formaggi a denominazione protetta.
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Fuori da Vedeseta, ma a portata di gita.
