Nel 1579 le vicinie di Piano, Vissone e Solato si rifiutarono di pagare le decime ai Federici, e il vescovo di Brescia Giovanni Dolfin mise il paese sotto interdetto. L'anno dopo Carlo Borromeo attraversò la Val Camonica in visita pastorale e a Piano non si fermò: tirò dritto. La comunità capì e ritrattò sulle decime, e il 4 settembre, tornando indietro, il cardinale passò per il paese. È una scomunica sciolta in modo molto concreto, con una sosta concessa come si concede una firma.
Pian Camuno, quattromilaquattrocento abitanti in provincia di Brescia, sta in bassa Val Camonica sulla riva bresciana dell'Oglio. Si è chiamato semplicemente Piano fino al decreto reale dell'11 gennaio 1863, che gli aggiunse il riferimento alla valle; in una mappa del Sebino e della Camonica disegnata da Leonardo da Vinci nel 1510 compare annotato come Pià, che è ancora oggi il nome in dialetto. Il 6 dicembre 1809 quaranta disertori dell'esercito napoleonico si nascosero in una cascina: scoperti, molti fuggirono, sedici restarono chiusi dentro e l'edificio fu incendiato. Un dipinto ottocentesco sulla facciata di un fienile lo ricorda ancora.
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Fuori da Pian Camuno, ma a portata di gita.
