Sul nome di Carugate nessuno si è messo d'accordo: fra le proposte in circolazione ci sono carrucata, la terra che un contadino riesce a lavorare con un paio di buoi, carrivium, la strada dei carri, callugate, le terre caliginose, el caraga, un insetto parassita della vite, e carugol, l'attrezzo per battere il grano. Anche i confini hanno la loro anomalia: il paese apparteneva al Vimercatese, ma nel 2004 fu il solo a non passare alla nuova provincia di Monza e della Brianza, e restò a Milano.
Una tradizione vuole che qui abbia vissuto santa Marcellina, sorella di Ambrogio e Satiro, consacrata la notte di Natale, e che la villa dove si ritirò a pregare con le consorelle sia diventata il monastero benedettino attestato da un documento del 1398; la santa è ancora festeggiata insieme al patrono sant'Andrea. Lo stemma è un archivio di famiglie: l'oro e il rosso delle sbarre vengono dai de Gallarane, il castello forse dalla porta dei Giulini della Porta, loro eredi, e i due pini dai Silva, un ramo dei quali si estinse nei Ghirlanda, grandi proprietari terrieri del paese.