La cappella di villa Mirabello fa parte della villa seicentesca nel Parco di Monza, costruita dalla famiglia milanese dei Durini: è il più antico fra tutti gli edifici oggi esistenti nel parco.
Cosa vedere
La villa fu costruita tra il 1656 e il 1675 per volontà del conte Giuseppe Durini, su progetto dell'architetto Gerolamo Quadrio, in un'area lungo il Lambro scelta per la sua posizione particolarmente gradevole, da cui il nome di Mirabello. La pianta è simmetrica a U, con la corte d'onore aperta sul paesaggio; il corpo centrale ha un elegante porticato con colonne di granito rosa, mentre due torrette alle estremità potrebbero essere resti di un'antica funzione militare. Gli affreschi furono affidati a Federico Bianchi, già attivo per il palazzo Durini a Milano; nella cappella lavorò anche Ercole Procaccini, che dipinse La natività della Vergine.
A metà del Settecento il cardinale Angelo Maria Durini trasformò la villa in una piccola reggia grazie all'architetto Giulio Galliori, arricchendola di decorazioni tardobarocche e di affreschi con poeti antichi e contemporanei nel salone del pianterreno, e la rese luogo di studio e di cultura, frequentato fra gli altri dall'amico Giuseppe Parini; sulla collina di fronte fece costruire una seconda villa più piccola, il Mirabellino. Nel 1805 la proprietà fu espropriata per il parco voluto da Napoleone attorno alla Villa Reale, e il viceré Eugenio Beauharnais e la moglie Augusta Amalia di Wittelsbach si innamorarono di entrambe le ville, in particolare del Mirabellino. Tornata agli Asburgo, la villa ebbe restauri neoclassici fino al 1859, quando gli Asburgo lasciarono per sempre Monza; l'ultimo restauro, iniziato nell'estate del 2008, ha rifatto quasi per intero il tetto conservando gli affreschi originali.
La visita
La villa sorge nel Parco di Monza, lungo il Lambro; l'accesso alla villa e alla cappella dipende dalle attività in corso e va verificato presso l'ente che gestisce il parco.
Il consiglio della redazione
Cercate nel porticato le colonne in granito rosa e le due torrette agli estremi del corpo centrale: danno alla villa il suo profilo particolare, fra dimora di delizia e possibile memoria di un'antica funzione militare.
