Il duomo di Monza, ufficialmente basilica di San Giovanni Battista, è il principale edificio religioso della città e custodisce la Corona ferrea, una delle più celebri insegne regali d'Europa.
Cosa vedere
Le sue origini risalgono alla fine del VI secolo: intorno al 595 la regina longobarda Teodolinda fondò presso il proprio palazzo monzese una basilica dedicata a san Giovanni Battista, cappella palatina della corte, già consacrata nel 603, quando vi fu celebrato il battesimo del figlio Adaloaldo. La regina vi fu sepolta e nel 1308 i suoi resti furono trasferiti nel sarcofago della cappella a lei dedicata. Della basilica longobarda restano pochi resti archeologici e alcune lastre marmoree riutilizzate nella facciata; l'attuale duomo, iniziato nel 1300, è invece il frutto di una lunga stratificazione costruttiva fra Trecento e Seicento, con il campanile completato nel 1620.
La facciata a salienti, di gotico lombardo, con rivestimento a fasce di marmo chiaro e scuro (Candoglia e Musso), il grande rosone, il pulpito e il battistero si devono alla direzione di Matteo da Campione, nella seconda metà del Trecento; un radicale restauro di fine Ottocento, concluso nel 1908, e un lungo intervento terminato nel 2020 ne hanno definito l'aspetto attuale. All'interno la cappella di Teodolinda conserva il ciclo di affreschi tardogotici dei fratelli Zavattari, eseguiti fra il 1444 e il 1446 con episodi della vita della regina, e ospita in una teca climatizzata la Corona ferrea, che secondo la tradizione racchiude uno dei chiodi della crocifissione e servì per secoli alle incoronazioni dei re d'Italia. Il Museo e Tesoro del Duomo, nel chiostro e negli ambienti adiacenti, custodisce oreficerie altomedievali, fra cui la celebre chioccia con i pulcini in argento dorato.
La visita
Il duomo sorge in piazza Duomo, nel centro di Monza; la cappella di Teodolinda con la Corona ferrea e il Museo e Tesoro del Duomo hanno orari e biglietti propri, che vanno verificati sul sito ufficiale prima della visita.
Il consiglio della redazione
Cercate a sinistra del portale le lastre marmoree di reimpiego incastrate nella facciata, decorate con croci e cristogrammi: sono fra i pochissimi resti visibili della basilica longobarda fondata da Teodolinda intorno al 595.
