Nel 943 i re Ugo e Lotario donarono Cecima al vescovo di Pavia, e il vescovo la tenne fino alla fine della feudalità. Nel 1419 il vescovo Pietro Grassi le diede gli Statuti, che poi molti comuni intorno copiarono per farsi i propri: quel libro sta nello stemma, retto da un leone, insieme a un'orchidea maculata e a una campana.
Il feudo era un'isola: le terre attorno erano dei Malaspina, e l'imperatore Carlo V ne riconobbe l'indipendenza. Nel 1928 Cecima fu unita a Ponte Nizza e nel 1956 tornò comune. Qui si suona il piffero appenninico, lo strumento delle Quattro province, e nel territorio c'è l'osservatorio di Cà del Monte, aperto nel 2009.
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Fuori da Cecima, ma a portata di gita.
