Il paese ha cambiato nome e posto nel giro di un secolo. Il capoluogo antico era Soriasco, sul colle: noto dal IX secolo, quando apparteneva all'abbazia di San Colombano di Bobbio, e sottoposto a Pavia da Federico I nel 1164, fu feudo dei Giorgi, poi dei Giorgi-Beccaria, e nel 1690 finì ai conti Gambarana, che risiedevano al Casale di Donelasco. Nell'Ottocento, però, ai piedi del colle e sul fondovalle cominciò a crescere un centro nuovo, la Borgata Versa, detta anche Madonna della Versa da una chiesetta costruita per ricordare l'apparizione della Vergine a una fanciulla. Là fu portata la sede comunale, e nel 1893 il comune smise di chiamarsi Soriasco e prese il nome della chiesa: Santa Maria della Versa. In dialetto, più semplicemente, «La Madòna».
Nel 1929 vi fu unito anche il comune di Donelasco, e all'inizio dell'Ottocento c'era già finito dentro Montarco, detto anche Sannazzaro dalla parrocchiale: un luogo che era importante — è citato nel diploma di Federico I del 1164 — e che nel 1216 fu bruciato dai confederati lombardi in lotta con Pavia. C'è poi una singolarità amministrativa: lo statuto dice che il comune ha uno stemma e un gonfalone, ma nessun atto li ha mai definiti. Di fatto se ne usa un emblema senza scudo, un'aquila con le zampe su un serto di alloro e quercia sormontata da una corona di visconte, dal quale qualcuno ha poi ricavato uno stemma vero e proprio.
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Fuori da Santa Maria della Versa, ma a portata di gita.
