Golferenzo compare nel 1164 fra le terre che l'imperatore Federico Barbarossa mise sotto Pavia: segno che a quel tempo doveva avere un castello e una giurisdizione propria. Poi seguì le sorti di Montecalvo Versiggia, dei Beccaria e dei Dal Pozzo, finché nel 1690 fu venduto ai Belcredi; e in quell'occasione la frazione di Pizzofreddo, che era di Golferenzo, se ne andò con Soriasco ai Gambarana e non tornò più. Lo stemma comunale è ancora quello dei Belcredi, che di Golferenzo furono marchesi.
Il feudo fu abolito nel 1797, ma la terra no: fin quasi alla fine della seconda guerra mondiale la maggior parte del territorio comunale è rimasta dei Belcredi, che la facevano lavorare a mezzadria; e il castello è stato dei Varesi per tre generazioni, fino agli anni Novanta. Il centro storico si gira in pochi minuti: c'è il palazzo dei signori, ci sono le vecchie prigioni, c'è la chiesa di San Nicola. Tutt'intorno sono vigne: qui si fanno pinot nero, pinot grigio e moscato.
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Fuori da Golferenzo, ma a portata di gita.
