Basilica di Santa Maria
La basilica ottocentesca di Gallarate, con una navata unica di 89 metri e il campanile del Quattrocento.
3 luoghi raccontati a Gallarate
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La basilica ottocentesca di Gallarate, con una navata unica di 89 metri e il campanile del Quattrocento.
La chiesa di San Francesco a Gallarate, del primo Novecento, erede di un convento francescano del 1234.
La chiesa più antica di Gallarate, romanica, con archetti intrecciati e capitelli a forme di piante e animali.
Il MA*GA, Museo arte Gallarate, è il museo d'arte moderna e contemporanea di Gallarate. Nacque nel 1966 come Civica galleria d'arte moderna, per custodire le opere acquisite con il Premio nazionale arti visive Città di Gallarate, e all'inizio degli anni Ottanta era già un museo riconosciuto a livello nazionale. Dal 2009 lo gestisce la Fondazione intitolata a Silvio Zanella, e il 19 marzo 2010 ha aperto nella nuova sede, un complesso di circa cinquemila metri quadrati, con una mostra dedicata a Modigliani.
La collezione conta più di cinquemila opere tra dipinti, sculture, installazioni, libri d'artista, fotografie, oggetti di design e grafica, dalla metà del Novecento a oggi. Il percorso è tematico e ruota intorno a tre nuclei: l'arte in Italia tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta, la pittura informale e le ricerche spazialiste, gli sviluppi dagli anni Settanta ai giorni nostri. Tra gli artisti ci sono Carlo Carrà, Renato Guttuso, Emilio Vedova, Ennio Morlotti, Afro, Lucio Fontana, Bruno Munari, Fausto Melotti, Dadamaino, Gianni Colombo e Studio Azzurro; le opere ruotano spesso, in dialogo con le mostre temporanee.
Il 14 febbraio 2013 un incendio, scoppiato durante i lavori al tetto, danneggiò gravemente la struttura ma non le opere, che furono messe al sicuro nei magazzini; il museo ha riaperto tutti gli spazi il 19 aprile 2015 con una mostra su Ottavio Missoni. Nel 2023 è nato il Centro di ricerca Italia 2050, con la biblioteca e gli archivi del MAC, del Madì, della Mail art e del Premio Gallarate.
Il museo ha un dipartimento educativo, attivo dal 1998, con laboratori per le scuole e corsi per adulti. Orari, biglietti e mostre in corso vanno verificati sul sito del museo.
Tenete d'occhio il programma delle mostre: nel dicembre 2017 il MA*GA ha ospitato la prima mostra in Europa dedicata ai dipinti dello scrittore americano Jack Kerouac.
Il museo della Società gallaratese per gli studi patri ha sede nell'ex convento francescano di San Francesco, a Gallarate, detto il Chiostrino. La Società, fondata nel 1896 per tutelare il patrimonio locale, cominciò con il restauro della chiesa di San Pietro, e i reperti recuperati allora formarono le prime raccolte civiche. Nel 1925 ricevette in dono l'attuale sede, e tra gli anni Sessanta e Settanta partecipò a molte campagne di scavo nel Varesotto, da Angera a Castelseprio, fino alla Malpensa e al lago di Monate; il museo riaprì rinnovato nel dicembre 1973.
Del convento resta metà del chiostro settentrionale, con il portico coperto in legno e un piccolo campanile a vela; nel cortile ci sono un sarcofago romano in granito e due colonne trecentesche della demolita chiesa di San Francesco. Al pianterreno la sezione archeologica segue un ordine cronologico: reperti preistorici dei villaggi su palafitte dei laghi varesini, materiali della cultura di Golasecca e una piroga ricavata da un solo tronco, trovata nel lago di Monate, forse uno dei rari esemplari preistorici arrivati interi fino a noi. Seguono reperti gallo-romani da corredi tombali, iscrizioni e un pluteo in marmo del VII secolo dalla basilica di San Giovanni di Castelseprio.
Al piano superiore la pinacoteca va dal Medioevo al Novecento, con una sala dedicata al pittore neoclassico Giuseppe De Albertis, un bozzetto del Cerano, opere di Tanzio da Varallo e tre sculture di Adolfo Wildt. Le sale del primo piano hanno soffitti in legno e affreschi del Seicento.
Il museo ha anche una biblioteca e un archivio storico sulla città. Orari e modalità di visita vanno verificati con la Società.
Nella Manica Viscontea, la galleria con volte a crociera e colonne di granito, c'è una draisina del primo Ottocento, antenata della bicicletta senza pedali: è considerata una delle più antiche e meglio conservate d'Italia, ed è stata restaurata nel 2025.
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