Nell'anno scolastico 1940-1941 il maestro delle elementari di Ranco era Giovanni Rodari: insegnò alla terza e alla quarta e ne diresse gli scrutini. A quel tempo Ranco non era un comune, era una frazione di Angera — ed era già successo. Napoleone aveva annesso Ranco e la sua frazione di Uponne ad Angera nel 1809, e gli austriaci l'avevano ripristinato nel 1816; poi lo fece Mussolini nel 1928, e il comune tornò autonomo solo nel 1956. Il nome dice che cosa è stato fatto a questa terra: Ranco viene dal verbo rancàr o roncàr, cioè abbattere, disboscare e bruciare i boschi; e Uponne viene da Aupone, un guerriero del decimo secolo. Le sorti del paese hanno sempre seguito quelle del feudo di Angera e della sua rocca: proprio qui, nel 1276, si combatté fra Visconti e Torriani la battaglia della Guazzera.
Tutta la sponda lombarda del lago Maggiore è ricca di massi erratici, ma Ranco ne ha accumulati più di ogni altro posto: il materiale detritico prodotto dalle frane sulle Alpi, trascinato dalle glaciazioni, si è incagliato più spesso sul versante settentrionale del colle di San Quirico. Il più famoso è il Sasso Cavalaccio, il Sass Cavalasc, adagiato sulla riva e riconosciuto monumento naturale da una legge regionale del 1983; per cercare questi vecchissimi documenti di geologia ci sono itinerari appositi. Nel Trecento una parte di Ranco era del monastero degli Umiliati di San Lorenzo di Cannobio e una parte era feudo di Gian Galeazzo Visconti; nei secoli successivi tutto il territorio passò ai Borromeo, feudatari di Angera. Nel 1850 Ranco era poche case e una chiesa, ed era già una delle mete preferite dall'aristocrazia milanese, attratta dalla bellezza dei luoghi e dalle battute di caccia e di pesca: i due mestieri veri stanno nello stemma del 1962, una vite con un grappolo per la terra e un pesce d'argento per il lago. Fra il 1914 e il 1940 c'era perfino una fermata del tram, sulla linea Varese-Angera.
Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.
Nei dintorni di Ranco
Le destinazioni raccontate dalla nostra redazione più vicine, con la distanza in linea d'aria.
