Chiesa di San Francesco
L'antica parrocchiale di Saronno passata ai francescani, con affreschi dei Legnani e dei figli di Luini.
4 luoghi raccontati a Saronno Divisi per tipo, dal più importante in giù.
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L'antica parrocchiale di Saronno passata ai francescani, con affreschi dei Legnani e dei figli di Luini.
La chiesa trecentesca di Saronno legata alla peste del 1576 e alla sagra di Sant'Antonio del 17 gennaio.
Il santuario rinascimentale di Saronno, con il tiburio dell'Amadeo e gli affreschi di Luini e Gaudenzio Ferrari.
Il palazzo cinquecentesco che fu municipio di Saronno, il «Municipi Vècc», in disuso dopo l'incendio del 2007.
Il Museo della ceramica Giuseppe Gianetti è in via Carcano, nel centro di Saronno. Raccoglie le porcellane, le maioliche e le ceramiche appartenute all'industriale Giuseppe Gianetti, nato a Saronno nel 1887 e morto nel 1950, che cominciò a collezionare nel 1913 con pezzi europei e cinesi e che aveva una predilezione per la porcellana di Meissen. Il museo è nato nel 1994 a Villa Biffi, una villa degli anni Trenta che era stata la casa di Nina Biffi, sorella della moglie di Gianetti: in quell'anno la villa fu donata alla Fondazione COE e aperta al pubblico.
Il nucleo più grande è quello di Meissen: circa duecento porcellane del Settecento. La seconda raccolta riunisce porcellane italiane, europee e orientali: manifatture come Vezzi, Ginori e Capodimonte, sessantacinque pezzi di fabbriche europee, tra cui Vienna, Ludwigsburg, Zurigo, Chantilly, Sèvres, Tournai e Chelsea, e trentatré porcellane cinesi e giapponesi fatte per il mercato occidentale. La terza è dedicata alla maiolica italiana ed europea del Settecento. Si sono aggiunte la collezione di Aldo Marcenaro e una sezione di ceramica contemporanea.
Il percorso è in nove sale. La villa conserva parquet, marmi, scale, infissi, arredi, specchi e lampadari in vetro di Murano originali.
Orari, biglietti e visite guidate vanno verificati sul sito ufficiale del museo.
L'ultima sala è un bagno: la «Camera del Tritone», al primo piano, con le pareti rivestite di grandi lastre di marmo giallo di Siena, il pavimento di marmo nero africano e una volta a botte in stucco con la figura di un tritone. La vasca ha ancora i rubinetti originali.
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