Cupra Marittima

Provincia: Ascoli Piceno · Regione: Marche · Abitanti: 5.378 · CAP: 63064

Nel nono secolo i mori distrussero la città romana che stava sulla riva, e i cuprensi salirono: da quella fuga nacquero tre castelli su tre colline, Castrum Maranum, Castel Sant'Andrea e Castel Boccabianca. Nel 1076 Marano diventò libero comune sotto la protezione di Fermo, e la tassa che doveva pagare per quella protezione era un bue e una scrofa all'anno. Da lassù i suoi uomini commerciavano con Venezia, Chioggia, Sebenico, Durazzo — eppure per tutto il medioevo la marina non fu abitata: marinai e pescatori tenevano casa nel paese alto e scendevano soltanto a lavorare. È nella seconda metà dell'Ottocento che la riva si riempie: arrivano l'illuminazione pubblica e la ferrovia, prende forma il borgo Marina, e il comune sposta la propria residenza dal paese alto giù al mare. Piazza della Libertà conserva ancora l'assetto che le diede l'architetto Vespignani, con l'imponente scalinata che fa da contrafforte alla chiesa soprastante; la torretta dell'orologio sul palazzo comunale è invece un progetto del Sacconi.

In quello stesso movimento il paese si riprese un nome che non era suo ma del luogo: il diciotto dicembre 1862 Marano diventò Cupra Marittima, dalla dea Cupra, divinità picena che i romani continuarono ad adorare — il suo altare stava al centro dell'antico foro. Cupra era la colonia romana giù al mare, nell'ager cuprensis, che viveva di olio, olive e di un porto di cui sono riemersi gli ormeggi e le anfore per il grano e per l'olio. Il tempio fu costruito in età augustea e rifatto quasi per intero sotto Adriano, che restaurò il santuario nel 127: e in quell'occasione i preziosi affreschi della cella, in terzo stile pompeiano, furono demoliti e sepolti dentro il nuovo podio, dove li hanno ritrovati gli scavi del 2022. Il passaggio dalla dea alla religione nuova ha un edificio suo, la pieve di San Basso, del nono secolo, che a lungo ha ospitato il corpo del martire patrono della città. Poco distante, a Boccabianca, stanno le pietre lavorate e le ossa di animali più antiche delle Marche: qui c'era gente centotrentamila anni fa. L'altra Cupra, quella di montagna, si era ripresa il nome un anno prima.

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