C'è una porta, sul fianco orientale della chiesa, che si apre una volta l'anno per le indulgenze e resta chiusa proprio negli anni giubilari, quando tutte le altre Porte Sante d'Italia si spalancano. È un portale gotico a sesto acuto, rialzato rispetto alla strada e raggiunto da una scalinata: la memoria più visibile del tempo in cui questa parrocchiale era una cattedrale.
Lo fu davvero, e a lungo. Santa Maria Assunta venne elevata a sede della diocesi di Guardialfiera nel 1061, sul punto più alto dell'abitato, dove secondo la tradizione era già stato un tempio pagano. Il terremoto del 1456 la rase al suolo; la ricostruzione le diede la Porta Santa. Il titolo di cattedrale se ne andò nel 1818, quando Pio VII soppresse la diocesi con la bolla De utiliori e la unì a quella di Termoli.
Cosa vedere
La facciata principale, in pietra, guarda a nord-ovest: portale centrale con coronamento mistilineo, una raffigurazione della Vergine, una finestra a lunetta e il timpano triangolare a chiudere. Il campanile a base quadrata è più giovane di quanto sembri: il precedente fu demolito nel 1845 perché pericolante, e il nuovo nacque su progetto dell'ingegnere Vittorio Romanelli: la cella campanaria ha su ogni lato una monofora a tutto sesto e si chiude con una guglia piramidale. Dentro, la navata è una sola e ampia, e lo è dal 1858, quando un rifacimento cancellò l'impianto a tre navate. Restano le cappelle laterali sotto archi a tutto sesto, le lesene con capitelli ionici, la trabeazione modanata che regge le volte. Sotto il pavimento c'è la cripta medievale, ritrovata nel 1975, dove la muratura antica è rimasta a vista.
La visita
È una parrocchiale in attività: gli orari seguono le messe, e per la cripta conviene chiedere in canonica. La tradizione vuole che qui siano custodite le reliquie di un san Gaudenzio. Nei restauri più recenti sono state tolte porzioni di intonaco dalle pareti esterne, e sono riaffiorati elementi decorativi più antichi reimpiegati nella muratura: vale la pena girare intorno all'edificio prima di entrare, leggendo i muri come si legge un palinsesto.
