La patrona di Portocannone è la Beata Vergine Santissima di Costantinopoli, il cui simulacro è oggetto di grande venerazione da parte di tutti i fedeli del paese. La chiesa a lei dedicata fu costruita nei pressi del vecchio abitato, distrutto da un terremoto, a cui fu dato lo stesso nome del paese raso al suolo.
Portocannone è uno dei quattro comuni della provincia di Campobasso appartenenti alla minoranza etnica e linguistica arbëreshë, insieme a Campomarino, Montecilfone e Ururi: fu ricostruita da una colonia di esuli albanesi durante la prima migrazione del 1461, quando re Ferdinando I d'Aragona, per vincere la fazione angioina, ottenne l'aiuto delle milizie di Giorgio Castriota Skanderbeg, l'eroe nazionale albanese. In memoria di quell'arrivo, ogni lunedì successivo alla Pentecoste si svolge la celebre «corsa dei carri», in cui carri trainati da buoi, seguiti da giovani a cavallo, si contendono, divisi in tre fazioni dai colori bianco-celeste, giallo-rosso e arancione, l'ambito diritto di portare in processione il simulacro della Madonna il martedì seguente, giorno della festa patronale.