⛪ Chiese e santuari

basilica di San Nicandro

📍 Venafro, Molise · 44/100

Nel dicembre del 1930 due frati, Leone Patrizio e Francesco Angelantonio Carusillo, cominciarono a smontare l'altare maggiore della basilica: era stato murato all'epoca della soppressione del convento, e dietro c'era il sarcofago di san Nicandro. Una cassa rozza, senza decorazione, ricavata da un unico blocco antico. Tre anni dopo, nel 1933, fu sistemato nella cripta rifatta in cui si scende ancora oggi.

La basilica sta all'ingresso orientale di Venafro. Prima del 955 i monaci basiliani avevano già eretto una chiesa sulla tomba del martire, citata nel Chronicon Vulturnense a proposito di una donazione longobarda; nel novembre del 1290 papa Niccolò IV concesse l'indulgenza a chi la visitava. Dal 1573 il complesso è dei Frati Minori Cappuccini, che abitano il convento accanto. Tra Ottocento e Novecento vi soggiornò, malato, il giovane Francesco Forgione: sarebbe diventato padre Pio da Pietrelcina.

Cosa vedere

La facciata romanica a salienti, in pietra concia ridipinta di bianco, conserva il rosone a raggiera originale; il portale porta un mosaico moderno a fondo dorato. Sul piazzale c'è una croce stazionaria ricavata da una colonna di età romana e, sulla destra, il chiostro del convento, ad archi a tutto sesto attorno a un pozzo. L'interno è a due navate, con gli stucchi tardobarocchi rifatti a metà Ottocento: nella navata laterale un crocifisso ligneo trecentesco, nell'abside il grande coro intarsiato e il tabernacolo d'altare del frate Berardino da Mentone, che incornicia la pala di Dirk Hendricksz, il fiammingo che a Napoli chiamavano Teodoro d'Errico: la Vergine col Bambino tra san Francesco e san Nicandro.

Il consiglio della redazione

Scendete in cripta senza fretta: dalla tomba di pietra trasuda periodicamente un liquido che qui chiamano «santa manna», ed è la ragione per cui questo posto conta ancora. Se potete, venite tra il 16 e il 18 giugno: la festa si apre a mezzanotte, il busto argenteo reliquiario arriva in processione dalla chiesa dell'Annunziata, il 17 — giorno del martirio — il sindaco consegna le chiavi e i ceri alla «figura» di san Nicandro, e il 18, la sera, mezza città canta l'inno ai santi patroni.

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