Patroni di Acqui Terme sono san Guido e san Maggiorino, festeggiati l'11 luglio. San Guido, vescovo della città, ultimò nell'XI secolo i lavori della cattedrale di Santa Maria Assunta, che consacrò nel 1067, e fondò in città due monasteri, uno femminile presso Santa Maria de Campis e uno maschile presso l'antica chiesa paleocristiana di San Pietro; nella cattedrale, edificio romanico a croce latina, si conservano ancora oggi il suo altare barocco e il trittico dell'Annunciazione del pittore catalano Bartolomeo Bermejo. San Maggiorino fu invece il primo vescovo della città, forse alla fine del IV secolo: proprio la presenza delle terme, ancora attive in età gota e longobarda secondo le testimonianze di Cassiodoro e Paolo Diacono, e di una cattedra episcopale garantirono la sopravvivenza di Acqui durante il difficile altomedioevo, quando molti altri centri del Piemonte meridionale furono abbandonati.
Visibili dal ponte Carlo Alberto sul fiume Bormida sono ancora oggi i resti dell'acquedotto romano, con i suoi 15 pilastri e 4 archi superstiti. Dal 1306, quando si estinse la dinastia aleramica, il marchesato di Acqui passò ai Paleologi, eredi in linea femminile degli Aleramici, che vi tornarono più volte fino alla loro estinzione nel 1533, quando l'intero Monferrato passò ai duchi di Mantova: ancora oggi il Castello dei Paleologi domina il centro storico cittadino.