San Leonardo domina l'abitato dall'alto della collina di Villanuova. L'antica parrocchia stava più a monte, ma le guerre del Seicento e una serie di frane che ne minarono la stabilità resero necessario ricostruirla dov'è adesso. I lavori cominciarono nel 1682, per mano del capomastro luganese Stefano Melchioni; nel 1691 era finito il campanile e nel 1694 la chiesa venne aperta al culto.
Cosa vedere
Non ha subito trasformazioni radicali, e per questo è un ottimo esempio di barocco piemontese. Il coro ligneo è del 1656 e viene dalla costruzione precedente. Gli affreschi del presbiterio furono eseguiti nel 1766 da Carlo Gorzio di Moncalvo e da Antonio de Carvalho di Lisbona; sempre di Gorzio sono la monumentale pala d'altare con la Madonna, san Leonardo e Clodoveo, del 1754, e i fastosi affreschi della volta della navata, ritoccati nel secolo scorso dal pittore canellese Giovanni Olindo. L'altare maggiore e la balaustra sono del marmorario astigiano di origine ticinese Giacomo Pelagatta.
La visita
La chiesa conserva una serie di opere di Giancarlo Aliberti, il pittore di Canelli: la Madonna del Rosario, eseguita per l'omonima compagnia, la Pentecoste per la compagnia dello Spirito Santo, l'Epifania per la famiglia Sardi, l'ancona di San Giacomo per la cappella della famiglia Ravazza e un San Rocco fra gli appestati che stava nella confraternita omonima. Sono committenze diverse, e messe in fila raccontano la vita associativa del paese.
Il consiglio della redazione
Va detto con franchezza: la chiesa denuncia situazioni vistose di degrado negli affreschi e negli arredi. È un motivo in più per andarci adesso e guardarla con attenzione, ma anche per non aspettarsi il colpo d'occhio lucido di un edificio restaurato di fresco. La posizione, in compenso, resta scenografica.
