Palazzo Valperga di Masino è il palazzo signorile di Caluso e oggi ospita due cose insieme: il municipio e l'Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino. I Valperga arrivarono qui nel 1376, quando il feudo passò ai Valperga di Rivara, che da allora presero il nome di Valperga di Caluso; feudatari per conto dei Savoia dopo che la pace di Cateau-Cambrésis del 1559 ebbe consegnato Caluso e il Piemonte al ducato, furono loro ad ampliare il parco del palazzo.
Cosa vedere
L'edificio si presenta come un corpo compatto a due piani, intonacato di giallo, con due torrette angolari aperte da logge che spuntano sopra la linea del tetto e danno al palazzo il suo profilo riconoscibile da lontano. Lo si guarda bene dal basso, dalla cancellata che chiude il parco: il terrapieno solleva l'edificio rispetto alla strada e la vegetazione lo accompagna fin quasi al primo piano. Il parco è la parte che merita più tempo. Ampliato dai Valperga, è diventato nel tempo un orto botanico vasto e importante, ricco di specie arboree particolari, e ospita alcuni alberi monumentali.
La visita
Che il municipio e l'enoteca stiano nello stesso palazzo non è una combinazione: a Caluso il vino non è un contorno. La posizione del paese, sul versante meridionale esterno della morena che chiude l'anfiteatro morenico di Ivrea, e il clima della zona favoriscono la vite, e qui nascono l'Erbaluce di Caluso e il Caluso Passito. Nel paese ha sede anche l'Istituto professionale di Stato per l'Agricoltura e l'Ambiente intitolato a Carlo Ubertini. L'enoteca regionale raccoglie i vini di tutta la provincia di Torino, e il palazzo dei vecchi feudatari è finito per essere il posto dove li si assaggia.
Il consiglio della redazione
Entrate dal parco e non dalla porta del municipio. Gli alberi monumentali sono il motivo per cui vale la pena fermarsi: sono il residuo vivo di una scelta signorile, quella di trasformare il giardino di casa in una collezione botanica, e sono sopravvissuti al passaggio del palazzo da residenza privata a sede pubblica. Poi salite al Castellazzo, sulla collina sopra il paese: è il feudo che i Valperga tennero per un secolo e mezzo, e dal muraglione in rovina si vede il tetto del palazzo dove la stessa famiglia si trasferì quando la fortezza non serviva più.
