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🖼️ Musei

Museo diocesano d'arte sacra (Susa)

📍 Susa, Piemonte · 52/100

Il Museo diocesano d'arte sacra di Susa fu inaugurato il 22 settembre 2000, voluto dal vescovo Vittorio Bernardetto e realizzato su progetto dell'architetto Maria Pia Dal Bianco. È allestito in cinque sale della Rettoria, distribuite su due piani, accanto alla chiesa della Madonna del Ponte, uno dei monumenti barocchi della città. È la sede centrale del sistema museale diocesano della Val di Susa, che ha sezioni distaccate a Melezet di Bardonecchia, a Giaglione, a Novalesa e a San Giorio di Susa.

Cosa vedere

La prima sala espone il tesoro della cattedrale e della chiesa della Madonna del Ponte, con opere che vanno dal settimo al ventesimo secolo: fra queste i Mesi dell'anno, un affresco duecentesco staccato dalla canonica dell'antica Santa Maria Maggiore, una croce processionale trecentesca di Johannes Bos Zuinich e un ostensorio a raggiera di manifattura piemontese. La seconda sala, che era la sacrestia e il coro della chiesa, raccoglie paramenti sacri e i dipinti commissionati dalla confraternita dello Spirito Santo. La terza e la quarta sono dedicate alle oreficerie venute dalle parrocchie della valle, e la quinta all'arte sacra contemporanea.

La visita

Fra le oreficerie ci sono due pezzi che vengono dalla cattedrale di San Giusto: due picchiotti in bronzo con testa di leone e di toro, di bottega lombardo-piemontese, fusi intorno al 1130, che stavano sul portale. C'è poi la Madonna del Ponte, scultura lignea del dodicesimo secolo di bottega franco-piemontese, e altre due sculture in legno arrivate dall'alta valle, la Madonna della Neve da Vazon di Oulx e un Dio Padre da Bousson. Il museo conserva anche il Breviario di San Michele della Chiusa del 1315, ricomprato sul mercato dopo che la biblioteca della Sacra era stata dispersa.

Il consiglio della redazione

Il pezzo da cercare è il trittico del Rocciamelone, in bronzo, datato 1358 e attribuito a Jean de Bondol. Non è un'opera che è stata semplicemente conservata: è un ex voto che Bonifacio Roero portò a spalla fino in cima al Rocciamelone, a 3538 metri, e che lassù rimase per circa tre secoli, esposto al gelo e al vento della vetta prima di scendere a valle. Guardatelo sapendo dov'è stato. Poi uscite e alzate gli occhi: la montagna che sovrasta Susa da nord è quella.

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