Sant'Antonio abate e santa Greca, patroni nella terra del Ponte romano
📅 Ogni anno, il 17 gennaio
Decimomannu festeggia i suoi patroni, sant'Antonio abate e santa Greca, il 17 gennaio.
Il nome è un cartello stradale romano: Decimo sta per il decimo miglio da Cagliari, e mannu, in sardo, vuol dire grande, per distinguerlo dagli altri Decimo qui intorno. Il paese è nato dentro un'ansa del Flumini Mannu, sulla strada che da Caralis portava al Sulcis, e la sua ragione d'essere è sempre stata quella: far passare la gente. Del ponte romano sul fiume restano i ruderi, e dalla larghezza del corso d'acqua si capisce che in origine doveva avere tredici arcate. Nel 1879, scavando per costruire la stazione ferroviaria, saltò fuori una necropoli con monete puniche di bronzo.
Il 29 febbraio 1324, poco lontano da qui, pisani e aragonesi si affrontarono nell'unica battaglia campale della guerra per la Sardegna: è la battaglia di Lucocisterna, la persero i pisani, e da quella sconfitta nacque di fatto il Regno di Sardegna e Corsica. Nel cimitero del paese si trova invece un sarcofago di pietra che non è di qui: è quello di Violante Carroz, figlia di un viceré di Sardegna, e stava nella chiesa di San Francesco di Stampace a Cagliari. Lo portò a Decimo la famiglia Cao-Pinna, che aveva comprato i ruderi di quella chiesa e il terreno intorno.
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📅 Ogni anno, il 17 gennaio
Decimomannu festeggia i suoi patroni, sant'Antonio abate e santa Greca, il 17 gennaio.
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Fuori da Decimomannu, ma a portata di gita.