Decimoputzu conta 4.315 abitanti nella piana del Campidano di Cagliari, attraversata dal Flumini Mannu. Il nome tiene insieme due lingue: il latino del miliario ad decimum lapidem, il decimo miglio sulla strada da Carales a Sulki, e il campidanese putzu, cioè pozzo. Nell'ipogeo di Sant'Iroxi, che qui chiamano tomba dei guerrieri, nel 1987 sono venute alla luce diciannove lame di spade e pugnali in rame arsenicale: sono fra le più antiche spade conosciute in Sardegna.
Dallo stesso territorio provengono la testa in avorio di una statuetta di soldato miceneo, segno di scambi con l'Egeo, e il ripostiglio di bronzi del Monte Idda. Il borgo compare per la prima volta nel 1089, quando il giudice di Cagliari Orzocco Torchitorio I donò la chiesa di San Giorgio ai monaci di San Vittore di Marsiglia; il nome attuale si legge invece dal 1414. Nello stemma comunale, accanto alle spighe, c'è la statuetta di divinità femminile in alabastro trovata nelle campagne del paese.
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Fuori da Decimoputzu, ma a portata di gita.
