Bono conta 3.636 abitanti nel Goceano, ai piedi del monte Rasu, e il suo nome è un certificato medico. Gli abitanti stavano più in basso, nella valle del Tirso, in un villaggio che si chiamava Lorthia; la malaria e le pestilenze lo svuotarono, e i superstiti risalirono a oltre cinquecento metri, sulle pendici boscose della montagna. Per festeggiare l'aria buona e le sorgenti pulite chiamarono il posto Bidda Sana, paese sano, poi Bono Loco, buon luogo, e alla fine soltanto Bono.
Del villaggio di sotto restano le chiesette di campagna sparse lungo il fiume, che stanno esattamente dove c'era Lorthia. Sulle pendici nord-ovest del monte Rasu, verso i mille metri, c'è Sos Nibberos: la tassaia più estesa d'Italia, monumento naturale dal 1994, dove alcuni tassi millenari arrivano a sedici metri d'altezza e superano il metro di diametro. E da Bono veniva Giovanni Maria Angioy, l'uomo che guidò la rivolta antifeudale sarda.
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Fuori da Bono, ma a portata di gita.