Il patrono di Casteltermini è san Vincenzo Ferreri, festeggiato il 5 aprile, con il duomo a lui dedicato che è il maggior luogo di culto del paese, in stile barocco siciliano, costruito su un poggio roccioso in piazza Duomo. Per assicurare la serietà delle proprie promesse, il barone volle che i patti fra il signore e i vassalli venissero fissati in un atto pubblico: così il 5 aprile 1629, giorno sacro a san Vincenzo Ferreri, appartenente alla stessa antica famiglia del barone, la nobile casa Ferreri di Valencia, riunì i maggiorenti del paese e, alla presenza del notaio Pietro Chiarelli da Sutera, sottoscrisse i «Capitoli della Terra», concedendo condizioni vantaggiose ai nuovi abitanti.
Casteltermini ebbe il suo massimo sviluppo nella seconda metà dell'Ottocento grazie alle numerose miniere di zolfo del territorio, fra cui Cozzo Disi, Mandravecchia, Roveto, San Giovannello e Scironello: il 4 luglio 1916, nelle miniere Cozzo Disi e Serralonga, si verificò uno dei più gravi disastri sul lavoro dell'intera storia mineraria italiana, in cui persero la vita 89 operai. Il paese è noto anche per la Festa di Santa Croce, la cui forma attuale nacque nel 1667, le cui origini risalgono a una leggenda legata al ritrovamento di una croce, oggi datata dagli studiosi al periodo 1634-1665.