La torre di Gaffe, detta anche Torre Jafi, sta a sei chilometri da Licata, a undici metri sul livello del mare. È una delle torri di avvistamento costruite nel Cinquecento da Camillo Camilliani, scultore, architetto e ingegnere, legato alla Fontana Pretoria di Palermo e autore di altre torri siciliane, come quella di Carlo V a Porto Empedocle e quella di Monterosso a Realmonte. Sorvegliava la vasta spiaggia Ciotta e l'entroterra agricolo, e difendeva il feudo dei duchi delle Gaffe, famiglia catalana arrivata in Sicilia sotto Federico III, che qui aveva la dimora, una chiesa e un piccolo borgo rurale.
Cosa vedere
La torre è cilindrica, con un diametro di quasi dieci metri e muri di conci; è in buone condizioni statiche e conserva tratti dell'intonaco di calce e resti dei beccatelli del coronamento. Il primo piano è un unico ambiente coperto da una cupola ribassata.
Intorno ci sono alcune costruzioni, tra cui una casermetta della Guardia di Finanza e, accanto alla torre, la chiesetta di San Giusippuzzu di Gafi. Il borgo conta oggi circa un centinaio di abitanti.
La visita
La torre si vede dall'esterno; un'eventuale visita dell'interno va verificata sul posto o con il Comune di Licata.
Il consiglio della redazione
Tra il 1915 e il 1958 il villaggio aveva una sua fermata ferroviaria, Torre di Gaffe, sulla linea Agrigento-Naro-Licata. Oggi la torre dà il nome a una delle spiagge del territorio di Licata.


