Del castello di Villagonia non resta niente, eppure lo si guarda ogni volta che si scende dal treno: quando le Ferrovie dello Stato rifecero la stazione di Taormina-Giardini, l'architetto Roberto Narducci ne riprese le forme, torri merlate comprese. La dimora dei marchesi De Spuches sorgeva in riva al mare, nella frazione taorminese di Villagonia, ed era uno dei nodi del sistema difensivo di Capo Schisò: agli inizi del XVI secolo, per fermare le incursioni dei pirati, l'area dell'antica Naxos venne fortificata ricostruendo un fortino preesistente e mettendo in rete la Torre Vignazza, il vecchio castello di Naxos e Villagonia stessa. Per legami di parentela il castello passò ai San Martino, principi del Pardo e duchi di Montalbo e Santo Stefano di Briga; gli ultimi proprietari, Giuseppe San Martino e la moglie, nel 1913 ne subirono l'esproprio per l'ampliamento della stazione. Con il castello fu demolita anche la cappella della Madonna di Porto Salvo. Restano poche fotografie dei primi del Novecento.
Cosa vedere
Al suo posto c'è oggi il fabbricato viaggiatori costruito fra il 1926 e il 1928: corpo centrale a due piani, due torri merlate simmetriche, finestre ad arco acuto di gusto gotico catalano-siculo, una tettoia d'ingresso in ferro battuto. La citazione dell'edificio scomparso è dichiarata, ed è il motivo per cui questa stazione non somiglia a nessun'altra della linea.
Dentro, le sale conservano gli affreschi e le decorazioni a rilievo del palermitano Salvatore Gregorietti, che firmò anche le vetrate e gli arredi in ferro battuto, fra mobili scuri in stile siciliano di fine Ottocento. Dal terrapieno lo sguardo cade sulla baia di Giardini-Naxos e su Capo Schisò, cioè sulla catena di torri di cui il castello faceva parte.
La visita
L'indirizzo è la stazione di Taormina-Giardini, al km 288+476 della Messina-Siracusa, inaugurata il 12 dicembre 1866 e affiancata alla statale SS 114. Non c'è biglietto né orario: si guarda la facciata dal piazzale e le sale dall'interno, e in venti minuti si è visto tutto. Da qui l'autobus urbano sale a Taormina, davanti all'ingresso c'è il posteggio dei taxi e chi arriva in auto lascia la macchina nel piazzale di scambio a nord.
Il consiglio della redazione
Veniamo in treno e scendiamo sul primo binario: da lì le due torri si vedono di scorcio, come appare il castello nelle fotografie d'epoca. Poi attraversiamo la statale e camminiamo cinque minuti verso la spiaggia di Villagonia: il punto in cui la casa dei San Martino toccava l'acqua è lì, sotto i binari. Meglio non rimandare troppo: finiti i lavori sulla linea la stazione dovrebbe essere sostituita da una fermata nuova, e sul progetto la Soprintendenza si è già pronunciata.
