Il patrono di Salemi è san Nicola di Bari, festeggiato il 6 dicembre. Secondo la tradizione, quando la popolazione chiese di avere un proprio santo protettore, la prima estrazione a sorte indicò il nome di san Nicola, ma non trovandovi alcun legame diretto con il paese si scelse di ripeterla; anche la seconda volta uscì lo stesso nome, e così si procedette a una terza estrazione, che «miracolosamente» confermò ancora una volta il vescovo di Mira, accolto allora con gioia dalla popolazione. L'antico duomo a lui dedicato, danneggiato dal terremoto del Belice del 1968, sorge su un tempio romano dedicato a Venere; divenuto nel Medioevo chiesa madre intitolata alla Madonna degli Angeli, fu riassemblato e ricostruito a partire dal 1615 per opera di Mariano Smiriglio.
Salemi si raccoglie attorno al castello normanno, edificato nel 1077 su preesistenti fortificazioni greco-romane e poi rimaneggiato da Federico II di Svevia nel Duecento: fu dalla sua torre cilindrica che il 14 maggio 1860 Giuseppe Garibaldi, appena sbarcato a Marsala, issò il tricolore proclamando Salemi «capitale d'Italia» per un giorno. Il 19 marzo si tiene invece la festa delle Cene di San Giuseppe, con altari votivi di legno ricoperti di alloro e mirto e ornati di agrumi e pani ricamati, i «cuddureddi», realizzati a mano dalle donne del paese.