Monte San Savino

Provincia: Arezzo · Regione: Toscana · Abitanti: 8.743 · CAP: 52048

Nel 1222 Monte San Savino si reggeva a repubblica, con un senatore e quattro consoli. Nel Trecento il suo passare dalla parte di Firenze irritò i Tarlati d'Arezzo, che punirono la città: i cittadini si rifugiarono sul colle delle Vertighe e, quando rientrarono, nel 1337, ridisegnarono il borgo a forma di fuso — che è ancora la forma del centro storico. Firenze se lo prese definitivamente nel 1384. Nel Quattrocento salì la famiglia Ciocchi del Monte: prima con Antonio, che divenne cardinale e fu il mecenate di Andrea Sansovino, lo scultore nato qui, poi con il nipote Giovanni Maria, eletto papa col nome di Giulio III. Per onorare l'evento Firenze concesse Monte San Savino come contea al fratello del papa, e la famiglia rifece il paese: il palazzo e, davanti, le logge dei mercanti in pietra serena.

Nel 1627 si stabilì qui una comunità ebraica, con la famiglia Passigli, e durò quasi due secoli: restano le tracce del ghetto, l'edificio della sinagoga, il cimitero e una mostra permanente su questa storia. Nel 1799, durante il moto del Viva Maria, la comunità fu cacciata; tornò nel 1814, con la fine del regime napoleonico. Lo stemma è un'arma parlante: un monte e due rami di savinia. Almeno dal 1471 il quindici agosto si correva qui una giostra, il palio savinese. Nella chiesa di Sant'Agostino, che fu il Sansovino stesso a rimaneggiare, c'è un'Assunzione di Giorgio Vasari. E le botteghe lavorano ancora la ceramica con tecniche vecchie di generazioni.

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