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Vicchio

Provincia: Firenze · Regione: Toscana · Abitanti: 8.117 · CAP: 50039

Da questo pezzo di Mugello sono usciti due pittori che hanno cambiato la pittura: Giotto, nato al colle di Vespignano, dove la casa natale si visita ancora, e il Beato Angelico, nato a Rupecanina. La statua di Giotto sta nella piazza che porta il suo nome, e fu tirata su nel 1901 da un comitato che aveva per presidente Giosuè Carducci, ospite abituale della famiglia Giarrè Billi nella frazione di Pilarciano. Fra il 1559 e il 1571 a Vicchio soggiornò a più riprese Benvenuto Cellini, e nella casa che fu dell'orafo oggi c'è una scuola di oreficeria. E poi c'è Barbiana, una frazione minuscola dove la Curia mandò don Lorenzo Milani perché dava fastidio, e dove lui si mise a insegnare ai figli dei contadini, cioè a ragazzi che secondo tutti avrebbero dovuto lavorare invece di studiare.

Il Novecento ha smontato il paese due volte. Il ventinove giugno del 1919 Vicchio fu l'epicentro di uno dei più forti terremoti italiani del secolo: delle millecinquecento abitazioni ne andarono distrutte settecento, e altre cinquecento restarono inabitabili. I morti furono oltre cento, pochi rispetto alle migliaia di senzatetto, e la ragione è nell'ora: la scossa arrivò verso le tre del pomeriggio, dopo alcune scosse di preavviso, in una stagione e in un posto dove quasi tutti erano nei campi a lavorare. Caddero anche le mura e tre delle sei torri. Due di quelle rimaste, le maggiori, furono fatte crollare dall'esercito tedesco durante la ritirata: ne resta una sola, la torre Cerchiai, che si vede da piazza della Vittoria. E fra il dieci e l'undici luglio del 1944, per rappresaglia contro l'uccisione di un loro commilitone, le milizie tedesche ammazzarono quindici persone a Padulivo.

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