Gavorrano

Provincia: Grosseto · Regione: Toscana · Abitanti: 8.660 · CAP: 58023

Su un poggio all'estremità nord-orientale del comune sta Castel di Pietra, che nel Duecento era dei Pannocchieschi. È lì che la tradizione colloca la scomparsa di Pia de' Tolomei, prima moglie di Nello Pannocchieschi: la donna che nel quinto canto del Purgatorio dice «Siena mi fé, disfecemi Maremma». La rupe su cui sta la fortificazione da allora si chiama Salto della Contessa. Solo che ai tempi di Nello, in casa Tolomei, una Pia non c'era; gli studiosi ritengono più probabile che fosse una Malavolti, data in moglie a un piccolo vassallo degli Aldobrandeschi, signore di Prata, per sigillare una sottomissione a Siena. Il nome della rupe viene dal poema, non il poema dalla rupe.

Gavorrano è nominato per la prima volta in un documento del 1164, quando Federico I concesse a un conte Alberti di riprendersi il feudo; poi vennero i Pannocchieschi, Volterra, Massa Marittima, Siena, e dalla metà del Cinquecento il granducato. Poi secoli di spopolamento. Nel 1898 un uomo di qui, Francesco Alberti, scoprì un importante giacimento di pirite vicino al paese, e Gavorrano diventò uno dei centri minerari più importanti d'Europa: la popolazione crebbe e nacquero paesi nuovi dal nulla — Bagno, Filare, Grilli, Potassa. Nel 1960 Scarlino e la costa si staccarono e formarono un comune per conto loro. Le miniere hanno chiuso nel 1981 e la gente se n'è andata. Restano, oltre ai vecchi luoghi d'estrazione che adesso si visitano, i borghi sulle colline: Caldana, Giuncarico, Ravi. E qui è nato Giuseppe Bandi, scrittore, patriota e giornalista.

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