Sagron Mis è un'anomalia: è l'unico comune trentino le cui acque finiscono nel Piave, è il più orientale della provincia, e da Trento dista più del doppio che da Belluno. Fino al Cinquecento qui era tutto bosco: furono i carbonai a tagliarlo, e sui pascoli che ne vennero nacquero i masi e i primi gruppi di case.
Poi arrivarono le miniere — oro, mercurio, cinabro — ma l'isolamento non permise mai un vero sviluppo, e nell'Ottocento in molti partirono. Il mestiere che gli emigranti si portarono dietro fu quello del seggiolaio, e i careghete avevano una lingua di loro invenzione per parlarsi fra loro, lo scabelament dei conza, capita anche dai seggiolai di Gosaldo, dall'altra parte del confine. Nello stemma c'è una seggiola, e due dischi per le due frazioni che formano il comune.
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