Primiero San Martino di Castrozza

Provincia: Trento · Regione: Trentino-Alto Adige · Abitanti: 5.406 · CAP: 38054

La leggenda dice che qui c'era un lago. La conca del Primiero era coperta d'acqua, chiusa dalle Pale di San Martino e dalle Vette Feltrine, e ci viveva una lontra sola; stanca della solitudine, la lontra si scavò con pazienza un varco in fondo alla conca, le acque uscirono in tempesta e aprirono la gola dello Schenèr. Per aver reso la valle abitabile, la lontra è finita negli stemmi dei comuni del Primiero. Il comune di oggi è nato invece il 1º gennaio 2016 dalla fusione di Fiera di Primiero, Siror, Tonadico e Transacqua: con oltre 200 chilometri quadrati è il più esteso del Trentino, e il nome è la somma di due nomi, perché San Martino di Castrozza viene da un castrum, un accampamento romano sulla via Claudia Augusta, a cui attorno all'anno Mille l'ospizio dei santi Martino e Giuliano aggiunse il santo.

La valle si è governata presto da sé: nel 1273 alla comunità furono concessi gli statuti, con un consiglio formato dai borgomastri delle quattro regole principali e dall'ufficiale del vescovo, che era il capitano di Castel Pietra a Tonadico. E Tonadico fu il centro della valle dall'undicesimo secolo al Quattrocento, quando con i Welsperg il primato passò a Fiera — la fiera, il mercato — dove il comune ha oggi la sede. Nel 1349 Carlo IV di Lussemburgo, presa Feltre, eresse il Primiero a giurisdizione e lo infeudò a Bonifacio Lupi: da quell'anno finì l'influenza veneta e la valle passò ai conti del Tirolo, cosa che gli Asburgo confermarono nel 1373. Lassù, a San Martino, l'ospizio tenne una comunità di frati fino al primo Quattrocento: davano cibo, acqua e riparo a chi passava.

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