Domegge di Cadore

Provincia: Belluno · Regione: Veneto · Abitanti: 2.575 · CAP: 32040

Da queste parti la povertà si è chiusa in due modi diversi, a mezzo secolo di distanza. Il primo fu andarsene: all'inizio del Novecento il Cadore si svuotò come si svuotava mezza Italia, e fra le vittime della più grave sciagura mineraria della storia degli Stati Uniti — Monongah, in Virginia Occidentale, il 6 dicembre 1907 — è censito un emigrante di Vallesella, una delle frazioni di Domegge. Il secondo modo fu restare e cambiare mestiere: da oltre centoventi anni qui si fabbricano montature per occhiali, e nella seconda metà del Novecento quell'industria ha portato in tutto il Cadore un miglioramento improvviso delle condizioni di vita, con la conseguenza che i campi, i boschi e i pascoli sono stati abbandonati. Fra le aziende del posto c'è la Giorgio Fedon, e ancora oggi si viene fin quassù per comprare occhiali.

Il paese sta sulla riva destra del Piave, che qui la diga di Pieve di Cadore trattiene a formare il lago di Centro Cadore; le quote vanno dai seicentocinquantacinque metri della parte vecchia di Vallesella ai novecento della frazione di Grea, con le Marmarole da una parte e i Monfalconi e gli Spalti di Toro dall'altra. Che ci si viva da molto lo dicono i reperti: in una cava in località Crodola sono venuti fuori un falcetto e un'ascia ad alette di bronzo del tredicesimo o dodicesimo secolo avanti Cristo, il segno più antico di presenza umana in tutto il Centro Cadore, e a Pegnola un elmo di ferro di quattro o cinque secoli più tardi che assomiglia molto a certi elmi celtici della valle del Gail, ma che è di fattura locale: la moda veniva da fuori, il fabbro stava qui. Lo stemma, riconosciuto nel 1940, mostra due torri incatenate a un abete e, nell'altra metà, san Giorgio con il drago.

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Cosa c'è intorno

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