Il nome vecchio di questo paese è quello del fiume, e non in senso figurato: Boara dovrebbe venire dal longobardo bouga, che vuol dire anello, curva, ansa, ed era la parola con cui si indicavano le tortuosità dei corsi d'acqua. Il paese sta sulla sponda sinistra dell'Adige, all'estremità meridionale della provincia di Padova, e guarda in faccia Boara Polesine, che porta lo stesso nome ma è frazione di Rovigo: lo stesso fiume che le ha battezzate tutte e due le tiene separate, e non solo di sponda, perché fra loro passa anche il confine di provincia. Il nome nuovo, invece, è quello di una famiglia: Pisani fu aggiunto con decreto regio del 5 gennaio 1868, in onore dei Pisani, che avevano sostenuto la bonifica della zona.
Il seguito lo racconta lo stemma, concesso con decreto del presidente della Repubblica del 10 febbraio 1953. Non è uno stemma inventato per il comune: riprende il blasone della famiglia veneziana dei Pisani, e ci aggiunge il corno dogale, cioè il copricapo del doge di Venezia, perché un Pisani, Alvise, fu doge dal 1735 al 1741. Un paese di campagna bonificata porta dunque sullo scudo i colori dei suoi benefattori e il segno di una carica che qui non ha mai avuto sede: è il modo in cui le terre nuove, quelle strappate all'acqua, si sono date una storia — prendendo in prestito quella di chi le aveva pagate. Oggi il paese è noto ai più per una ragione prosaica: qui c'è il casello Boara - Rovigo Nord dell'autostrada che scende verso Bologna.
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Fuori da Boara Pisani, ma a portata di gita.
