La chiesa dei Santi Rocco e Domenico, che a Conegliano chiamano San Rocco, sta in corso Vittorio Emanuele II, tra la Contrada Granda e la stazione ferroviaria. È un edificio del Seicento, eretto dalla comunità come ex voto per la peste del 1630. Nacque unito a un convento di monache domenicane, che visse fino al primo decennio dell'Ottocento, quando fu soppresso dai provvedimenti napoleonici: ne resta solo la foresteria. La devozione al santo era più antica: in città esisteva già una cappella votiva di San Rocco, annessa nel Quattrocento alla chiesa del convento di San Francesco.
Cosa vedere
Fuori, l'edificio è il risultato di lavori di epoche diverse. La facciata di oggi è novecentesca, opera dell'architetto Vincenzo Rinaldo, ed è stata restaurata nel 2002: è divisa in tre parti da lunghe lesene ioniche, sopra le quali un frontone contiene bassorilievi; a mezza altezza ha un rosone al centro e due monofore ai lati, e in basso un portico ad archi a tutto sesto. La parete di destra, grezza e disadorna, fa contrasto. Dietro c'è un piccolo campanile, con una bifora per lato, che finisce a corona e non ha orologio.
L'interno è a una navata. L'opera maggiore è lo Sposalizio mistico di santa Caterina, grande pala d'altare di Francesco Beccaruzzi. Sul soffitto c'è l'Apoteosi dei santi Rocco e Domenico, affrescata nel 1827 da Giovanni De Min, l'artista che più tardi dipinse gli interni di Villa Gera.
La visita
Orari di apertura e delle messe vanno verificati sul posto o con la parrocchia.
Il consiglio della redazione
Sulla cantoria in controfacciata c'è un organo costruito nel 1851 da Giovan Battista De Lorenzi e poi modificato più volte nel Novecento. Ha due consolle, una in cantoria e una a pavimento.



