La chiesa arcipretale di San Giovanni Battista, detta duomo, è la parrocchiale di Gambarare, nel comune di Mira. È citata per la prima volta nel 1192, nel testamento di Speronella Dalesmanini, come San Giovanni Battista «di Balladello», il nome che aveva allora la zona. Nel 1290, dopo un periodo di decadenza, la acquistò Prando, abate di Sant'Ilario, e da allora passò sotto il vescovo di Castello, poi patriarca di Venezia; restaurata, fu consacrata il 20 giugno 1306. Il 27 marzo 1508 papa Giulio II concesse ai capifamiglia del paese il diritto di scegliere il parroco: vi hanno rinunciato solo nel 1998, e in cambio la chiesa ha avuto il titolo di duomo.
Cosa vedere
All'esterno la chiesa conserva i tratti tardoromanici, con pareti scandite da lesene e archetti pensili; nei vari rifacimenti furono usati marmi, pietre e colonne dalle rovine del monastero di Sant'Ilario. La facciata a capanna ha un protiro rialzato con una cupola su quattro pilastri, e al centro si legge ancora il perimetro dell'antico rosone, murato quando fu installato l'organo. Nel Novecento l'edificio fu allungato di circa sette metri verso est.
L'interno è a navata unica, con il soffitto affrescato da Melchiorre Melchiori nella seconda metà del Seicento. L'altare maggiore, del 1712, ha colonne di porfido donate dalla famiglia Mocenigo e una pala del 1598 di Andrea Michieli, detto il Vicentino, con le tre Virtù teologali. In controfacciata c'è un organo settecentesco di Gaetano Callido: con quello del duomo di Mestre, è l'unico Callido nella terraferma del patriarcato.
La visita
Orari di apertura e delle messe vanno verificati con la parrocchia di Gambarare.
Il consiglio della redazione
Sopra l'ingresso laterale cercate la lapide del 1707 con la trascrizione in volgare della bolla di Giulio II. E l'8 dicembre la statua dell'Immacolata, custodita nella cappella del Sacro Cuore, viene portata in processione per la «Madona dei cavai».





