Il nome del borgo compare nei primi documenti come Caput leonis e come Capalionis, cioè testa di leone, forse per indicare una località fortificata: le due lettere C dello stemma comunale sono le iniziali di Comunitas Capalionis. In veneto, però, cavajon vuol dire tutt'altro, ed è il nome di una specie di pagliaio usato nella trebbiatura. La presenza umana qui è antichissima — ci sono resti del paleolitico e un insediamento dell'età del bronzo, i cui reperti stanno nel museo archeologico del municipio — e passa per i contatti con gli etruschi nel settimo secolo avanti Cristo, la sottomissione ai celti nel quarto e l'occupazione romana attorno al primo. Nel 1277 Cavaion passò agli Scaligeri, che la tennero per oltre un secolo, e dal 1405 alla Repubblica di Venezia; nel Settecento subì ruberie e danni al passaggio delle truppe spagnole, tedesche e francesi, e con la fine della Serenissima finì all'Austria, fino all'annessione al Regno d'Italia nel 1866.
Dalle due alture del monte San Michele e del monte Ceriel si gode uno dei panorami migliori sul lago di Garda, e il comune ha due climi diversi: sui versanti rivolti a sud e verso il lago è mediterraneo, con oliveti ed escursioni termiche piccole; su quelli rivolti a nord e sulla destra dell'Adige è temperato umido, con estati afose e inverni rigidi. La differenza si vede in quello che cresce: da una parte l'olivo — Cavaion è sede del consorzio per la tutela dell'olio extravergine Garda DOP — dall'altra il Bardolino, i kiwi, le pesche e le ciliegie. La terza settimana di maggio si tiene la festa degli asparagi, con i concorsi per l'asparago d'oro bianco di Cavaion e per quello verde di Verona. Il paese, infine, ha avuto una piccola fama televisiva: dal 17 gennaio 2012 il comico Leonardo Manera porta a Zelig il personaggio di Battista, immaginario imprenditore di Cavaion Veronese, il quale sostiene che Cavaion Veronese sia in provincia di Cavaion.