San Giorgio martire, patrono di Sanguinetto
📅 Ogni anno, il 24 aprile
Sanguinetto festeggia san Giorgio martire il 24 aprile, nella chiesa a lui dedicata.
La tradizione vuole che il nome venga dalle battaglie sanguinose combattute per questo pezzo di pianura, ma è più probabile che venga da un arbusto, il Cornus sanguinea, il sanguinello dalle bacche rosse; il toponimo è documentato già in una carta del 930. Il castello lo fecero costruire gli Scaligeri nel Trecento, e nel 1377 lo diedero in feudo all'uomo d'arme Jacopo Dal Verme; nel 1432 suo figlio Luigi ottenne dall'imperatore Sigismondo il titolo di conte di Sanguinetto, con una lista lunghissima di ville e territori annessi. Cinque anni dopo Venezia confiscò tutto e mise le ville all'incanto.
Il feudo passò poi a Gentile di Leonessa, che lo lasciò per testamento al nipote, figlio di sua sorella e di Erasmo da Narni, il Gattamelata; alla morte di quello finì ai mariti delle tre figlie naturali di Gentile, e da lì in avanti fu diviso in carati, quote sempre più piccole. Nella chiesa della Rotonda, costruita nel 1747 su disegno di Alessandro Pompei, ogni anno l'undici luglio si celebrano ancora undici messe in un giorno solo, per la fine di una peste.
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📅 Ogni anno, il 24 aprile
Sanguinetto festeggia san Giorgio martire il 24 aprile, nella chiesa a lui dedicata.
Otto punte, zucchero a velo come neve su una montagna: il pandoro nasce a Verona nel 1894, brevettato da Domenico Melegatti.
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Fuori da Sanguinetto, ma a portata di gita.