Il 27 maggio 1409 Ottobuono de' Terzi, signore di Parma e Reggio, fu assassinato; la moglie Francesca da Fogliano fuggì da Parma nei primi giorni del 1410 con tre figli piccolissimi, posta sotto la protezione della Repubblica di Venezia, e venne a stabilirsi qui, dove nei documenti compare col titolo di contessa della Valle. A Villa Bartolomea conobbe un altro vedovo, il conte Ludovico dei San Bonifacio di Lendinara, che era stato capitano d'armi per i Da Carrara e per gli Estensi e aveva combattuto accanto a Braccio da Montone, ma che ormai, stufo della guerra, preferiva gli studi umanistici e teologici. Si sposarono il 30 dicembre 1417 ed ebbero altri sei figli; e due dei figli avuti nei precedenti matrimoni, il primogenito di lui e l'ultimogenita di lei, si sposarono a loro volta. Fu così che i San Bonifacio misero radici in questo paese.
Gran parte del territorio sta nelle Valli Grandi Veronesi, a lungo minacciate dal dilagare delle paludi e trattenute solo dagli argini; le bonifiche moderne hanno convertito tutto in terreno agricolo e hanno fatto nascere la frazione di San Zeno in Valle, che oggi si sta di nuovo spopolando. Lo stemma, concesso nel 1872, raffigura una donna con la tunica blu che stringe nella destra una catena spezzata, simbolo di libertà, e nella sinistra una cornucopia, simbolo di fertilità, col motto In libertate labor. Nella chiesetta della Madonna della Salute, costruita nel 1920, il minuscolo campanile ospita due campane arrivate da zone di guerra: una da Meolo, in provincia di Venezia, e una dalla Libia.